Alla scoperta delle opere di Mattia Preti - 1: Il Martirio di San Sebastiano

Alla scoperta delle opere di Mattia Preti – 1: Il Martirio di San Sebastiano


In questo post ci soffermiamo su un’ opera che è possibile ammirare nella Chiesa di San Domenico a Taverna: il Martirio di San Sebastiano, patrono della città festeggiato sia nel mese di Ottobre con la tradizionale fiera e la processione lungo le vie principali, sia il 20 Gennaio, giorno di San Sebastiano. 

 

martirio san sebastiano

Mattia Preti – Il Martirio di San Sebastiano – Chiesa di San Domenico  (Taverna)

Alla scoperta delle opere di Mattia Preti:  Il Martirio di San Sebastiano

Alzi la mano chi sa quanti sono i dipinti più importanti di San Sebastiano realizzati da Mattia Preti….due? cinque? sei?

Da buon tavernese il legame tra Mattia Preti e il martire cristiano non potè che essere molto forte; ne è prova il fatto che, nel corso della sua attività artistica, non sono mai mancati i dipinti raffiguranti il Santo Protettore del suo paese natale.

Il dipinto presente a Taverna infatti non è l’unico raffigurante San Sebastianosono del Preti anche i dipinti raffiguranti il Santo presenti a Napoli, Madrid, Cosenza e Malta:

  • La prima versione nota, custodita nel Museo Nazionale di Capodimonte, risale al soggiorno napoletano di Preti dopo la pestilenza del 1656. Il San Sebastiano di Capodimonte è esempio eccellente del modo in cui l’artista si confronta col realismo caravaggesco, interpretando il variare dei lumi, il prevalere degli scuri, il taglio in diagonale della composizione e l’inquadramento dal basso che tanto rinviano alla lezione del Merisi.
  • Simile alla versione di Capodimonte è il Martirio di San Sebastiano della collezione Caylus Gallery di Madrid realizzato presumibilmente negli stessi anni del soggiorno napoletano
  • La tela della Galleria Nazionale di Cosenza è caratterizzata invece da un efficace contrasto chiaroscurale e condivide con le precedenti prove l’impostazione prospettica e la capacità di costruire i volumi del corpo scolpendo le forme attraverso l’uso della luce radente.
    La varietà dei colori è incrementata con l’aggiunta di toni più caldi e la materia pittorica si fa più corposa stemperando i profili delle linee d’ombra e il fitto addensarsi di nubi sullo sfondo.
  • Con l’assegnazione dell’incarico per il progetto della chiesa di Sarria nel sobborgo di Floriana presso La Valletta a Malta, Mattia Preti tornò a confrontarsi con il tema del martirio di San Sebastiano.
    Questa volta però l’immagine del Santo appare lontana dalle composizioni precedenti; ci troviamo di fronte ad un ampio recupero del colore. Il santo è raffigurato in piedi non più accasciato e travolto dal peso del proprio corpo e la figura seppure legata ad un albero è caratterizzata da un inedito dinamismo, accentuato dal taglio diagonale della visione prospettica. Il martirio non è più un avvenimento isolato, ma una pubblica dichiarazione di Fede alla quale assiste una folla di personaggi.

Il dipinto presente a Taverna

Si trova: Nella chiesa di San Domenico, terzo altare a destra 

Tecnica: Olio su tela cm 272 x 195

Anno realizzazione: 1687 circa

Il dipinto di Taverna presente nella chiesa di San Domenico costituisce un’altra evoluzione nel modo di rappresentare la scena del supplizio: la gamma cromatica torna a ridursi privilegiando i toni della terra d’ombra e degli ocra, armonizzati con tenui varianti delle tinte giallo-dorate e dei celesti spenti. La figura del santo non è più quella di un giovane aitante ma di un uomo maturo che sembra contorcersi nel tentativo di liberare il corpo imbrigliato dalle funi, mentre il volto invoca l’aiuto divino.

In quest’opera tarda ritroviamo tutti gli elementi della tradizione iconografica presenti nelle versioni precedenti, tuttavia c’è una minore attenzione alla resa dei dettagli e sembra prevalere il tentativo di evocare le componenti di un ambito storico ben preciso. La scena del martirio non è più isolata, ma immersa in un paesaggio urbano nel quale si possono riconoscere il profilo del Pantheon e del Colosseo oltre le cime dei cipressi. Il pittore colloca l’episodio dove realmente si svolse e Roma e i suoi monumenti antichi fanno da testimoni al supplizio.

Un’ulteriore versione del martirio, attribuita al Cavalier Calabrese, e legata cronologicamente alla pala per San Domenico, è costituita dalla piccola tela della Banca del Credito Cooperativo della Sila Piccola, oggi conservata nel Museo civico di Taverna e ritenuta suo bozzetto di studio.

Terminata questa breve lettura ora sapremo rispondere alla domanda iniziale! 

Nella slide in sequenza il San Sebastiano presente a Napoli, Malta, Madrid, Cosenza e Taverna (BCC)

Maggiori info:

http://www.mattiapretincalabria.it


Mattia Preti

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