Alla scoperta delle opere di Mattia Preti - 2: La Predica di San Giovanni Battista con autoritratto

Alla scoperta delle opere di Mattia Preti – 2: La Predica di San Giovanni Battista con autoritratto


Chiesa san domenico taverna

Chiesa San Domenico a Taverna

Matti Preti: La Predica di San Giovanni Battista con autoritratto

Iniziamo la nostra rassegna delle opere più belle del Cavalier Calabrese parlando di una tela esposta a Taverna, sua città natale.

Ma prima qualche info utile sulla Chiesa di San Domenico

Passiamo in rassegna una delle opere del Cavalier Calabrese che è possibile ammirare nella monumentale chiesa di San Domenico a Taverna: la Predica di San Giovanni Battista con autoritratto.

Tale opera si trova nella Chiesa Monumentale di San Domenico, la cui fondazione si è avuta nel 1465 insieme all’annesso convento domenicano.

Di iniziale impostazione quattrocentesca, la chiesa è stata poi trasformata in forma barocca tra gli anni 1670-1680, dopo aver subito pesanti danni con il sisma del 1662. Un nuovo restauro fu effettuato anche dopo il sisma del 1905.

facciata chiesa san domenico

La facciata della chiesa di San Domenico

La facciata principale presenta un portale fiancheggiato da colonne joniche, sormontato da un fastigio con la statua di San Domenico, posta al centro del frontone decorato, tra due finestre ovoidali.

La Chiesa ha un soffitto in legno a cassettoni dipinto del XVIII secolo, accoglie molte opere d’arte, tra cui 8 dipinti del Mattia Preti, rubate la notte del 26 febbraio 1970.

Questo episodio determinò la chiusura di San Domenico ed il trasferimento del patrimonio artistico rimasto in altre sedi. Le opere furono ritrovate dopo 2-3 anni circa.

Nel 1988, dopo l’ennesimo intervento di recupero dell’edificio e delle opere presenti, la chiesa venne riaperta al culto e la pinacoteca pretiana restituita al pubblico. Dei beni custoditi in San Domenico fanno parte 11 oli su tela di Mattia Preti tra cui:

  • “Miracolo di San Francesco di Paola”, 1678;
  • “Martirio di San Sebastiano”, 1687;
  • “Madonna della Purità” realizzata insieme al fratello Gregorio, 1636;
  • “Cristo fulminante”, 1680;
  • “Eterno Padre”, 1685-87

E’ possibile inoltre ammirare numerose altre tele del XVII, XVIII e XIX secolo, una “Pietà” a tutto tondo di Giovan Battista Ortega (1603), il paliotto dell’altare maggiore in scagliola colorata e incisa (XVII secolo), la cantoria lignea con tele dipinte (XVIII secolo), un organo in legno intagliato, dipinto e decorato dall’artista Francesco Ferrazzano (1754), un pulpito ligneo dorato e intagliato del XVII secolo.

Sono interessanti, nell’attiguo oratorio: l’altare in legno scolpito (XVII secolo), il coro ligneo e gli affreschi e tempere su carta del XVII-XX secolo i “Misteri del Rosario” ed il corredo della sacrestia: un crocifisso ligneo, i paramenti in tessuti policromi lavorati, l’argenteria, un fondo librario che comprende i secoli dal XVI al XIX e gli arredi del XVII secolo in legno scolpito e dipinto.

L’Opera

predica san giovanni

Mattia Preti: La predica di San Giovanni con autoritratto

Si trova: nella chiesa di San Domenico a Taverna (CZ) – primo altare a sinistra (Cappella Preti)

Tecnica: Olio su tela cm 290×202

Anno realizzazione: 1687 circa

Il quadro, dopo essere stato realizzato,  fu mandato dal Preti direttamente da Malta per decorare un altare che egli aveva fatto costruire nella prima cappella laterale sinistra della Chiesa di San Domenico. Un documento del 1687 rivela che l’architettura dell’altare è stata disegnata dal Preti stesso e dedicata al suo Santo Patrono. 

Tale opera, e quella di San Sebastiano (presente anch’essa nella chiesa), possono essere sufficientemente comparabili in stile e tecnica di esecuzione, ciò conferma che entrambi i dipinti risalgono allo stesso periodo.

Il San Giovanni Battista negli abiti dell’Ordine dei Cavalieri di Malta è un’interessante variazione della classica e iconica immagine del Battista.

Egli reca un lungo bastone sormontato da una piccola croce con la scritta Ecce agnus Dei (Guarda l’agnello di Dio), la frase pronunciata dal profeta quando vide Gesù venire verso di lui, e abbraccia un vero agnello, prefigurazione e concretizzazione appunto dell’Agnello di Dio sacrificato per la redenzione dell’umanità.

Il Battista, dallo sguardo fiero e determinato come un vero soldato, però, non è vestito col classico abito di pelle di cammello bensì con gli abiti dell’Ordine, ovvero con una lunga tonaca rossa, segno del martirio per la difesa della cristianità, sormontata da una croce bianca. Tale indumento, chiamato Tabar, veniva indossato solitamente dai cavalieri sopra le armature.

L’identificazione quindi tra i cavalieri e il santo eponimo è totale.

La vigorosa figura del Battista dunque domina la superficie di questa tela; il voluminoso mantello rosso lo avvolge e lo separa dai colori molto simili degli alberi e delle rocce. La coppa in primo piano è un riferimento al battesimo di Cristo. A destra, un angelo accarezza un agnello, simbolo di Cristo. Nell’angolo in basso a destra, Mattia Preti ha incluso il suo autoritratto come donatore dell’altare stesso. L’artista è vestito con una tunica rossa e bianca (Tabar) mentre regge con la mano destra, contemporaneamente, la spada e il pennello ad indicare la sua condizione di cavaliere e pittore.

Lo sfondo è indefinito, quasi tempestoso tanto che il cartiglio sembra spinto da un vento impetuoso, mentre la posa di tre quarti e il taglio della figura, di caravaggesca memoria, focalizzano l’attenzione del fruitore sul braccio sinistro descritto nell’atto, appunto, di indicare l’agnello.

san giovanni battista di caravaggio

Il San Giovanni Battista di Caravaggio ospitato a Taverna nel 2015

A conferma dell’importanza e della bellezza del quadro presente a Taverna, nel 2015 è stata organizzata una mostra che, sia nel Museo Civico sia nella Chiesa di San Domenico, ha messo a confronto le iconografie del Santo realizzate dal Cavalier Calabrese e da Michelangelo Merisi (detto Caravaggio) del quale, per la prima volta in Calabria, se ne è potuta ammirare un’opera dal vivo, il San Giovanni Battista.

FONTI:

John T. Spike – MATTIA PRETI: catalogo ragionato dei dipinti – 1999


Mattia Preti

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