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Eccellenze tavernesi: Il Cagno


Eccellenze tavernesi: Il Cagno e la valorizzazione alternativa della risorsa legno

Diamo il via, con questo articolo, alla nostra rubrica sulle eccellenze artigiane e non presenti a Taverna parlando de “Il Cagno”, alias  Angelo Scalise e suo figlio Giuseppe, veri artisti nel modellare tronchi di legno con l’ausilio di particolari strumenti tra i quali le motoseghe!

Taverna e le attività artigiane

Come abbiamo spesso ribadito nei nostri articoli, la città di Taverna è da sempre culla di grandi artisti e questa caratteristica, anche oggi, è fortemente intrisa nei suoi abitanti  e si esprime anche nelle varie “botteghe” presenti sul territorio tavernese.

La nostra città infatti è sede di numerose attività artigiane, svolte da giovani (pochi) e meno giovani (in maggioranza), che spaziano dalla lavorazione del ferro a quella del legno, dal marmo alla creazione di pipe, dalla realizzazione di abiti su misura e maglieria alla scultura, alla pittura e tante altre attività che tratteremo con i prossimi post.

Su mattiapreti.net cercheremo quindi di raccontare, articolo per articolo, le varie eccellenze presenti a Taverna, presentandone la storia, le caratteristiche principali delle loro realizzazioni e tutto ciò che rende interessante queste attività.

Il Cagno

Iniziamo quindi la nostra rubrica parlando de Il Cagno, alias Angelo e Giuseppe Scalise, la cui arte riguarda la lavorazione e la modellazione del legno.

Amanti della Sila, hanno sviluppato un metodo del tutto particolare per valorizzare la risorsa legno, presente in grandi quantità nel nostro territorio; Angelo e Giuseppe infatti , con la loro passione e creatività osservano e realizzano, tramite l’ausilio di asce, motoseghe, pirografo e tanta fantasia, delle opere scultoree, di intaglio e pirografia su tronchi di svariate essenze legnose.

L’attività del Cagno viene suddivisa principalmente in due fasi: inizia nel piccolo laboratorio dove gli Scalise, immersi nello studio e nella ricerca delle forme, fanno prendere vita alle loro opere; e continua in suggestive esibizioni, per trasmettere e far conoscere l’arte di questa particolare lavorazione del legno.

Per conoscere meglio l’attività che “Il Cagno” svolge a Taverna, abbiamo posto delle domande a Giuseppe Scalise, degno erede nella realizzazione delle opere in legno:

Da quanti anni vi occupate della realizzazione delle vostre opere d’arte  ?

La lavorazione classica del legno è un’ arte che mio padre Angelo svolge ormai da più di 25 anni; per quanto riguarda la pirografia e la scultura, si occupa da circa 10 anni della prima e da 3 anni della seconda. Per quanto riguarda il sottoscritto, collaboro con mio padre soprattutto per ciò che riguarda la scultura del legno e la pirografia.

Quali specie arboree utilizzate per i lavori?

Il legno utilizzato appartiene a specie per lo più presenti nell’altopiano silano, in quanto uno dei nostri obbiettivi è soprattutto la valorizzazione, non convenzionale e fuori dai classici schemi, della risorsa legno. Il nostro lavoro quindi prevede l’utilizzo, come materia prima, dell’immancabile pino laricio, dell’abete, del pioppo, del castagno, dell’ontano napoletano e del cipresso. Oltre a queste essenze vengono utilizzate anche altre specie quali l’ulivo, il ciliegio, l’erica e il noce; queste ultime essenze si prestano meglio soprattutto nelle lavorazioni  d’intaglio.

Qual è la specie migliore da lavorare?

La miglior specie per quanto riguarda le sculture con la motosega, a nostro parere, è il cipresso, sia perchè presenta pochi nodi al suo interno sia perchè ha una buona resistenza agli agenti atmosferici; poi lo utilizziamo anche per la sua colorazione chiara. In generale nella realizzazione di un’ opera,  si va a scegliere il tipo di legno  più adatto per far si che, a lavoro terminato, risaltino le venature che a loro volta esalteranno la qualità dell’opera stessa.

La motosega quando e come viene utilizzata durante la realizzazione di un’opera?

La motosega è l’elemento chiave nella realizzazione di tutte le sculture. Essa rappresenta lo strumento che va a sostituire il classico scalpello da scultore; utilizzandola per questo tipo di lavori si da una nuova valenza ad uno strumento che solitamente viene utilizzato per  altri scopi. Con l’uso della motosega nelle nostre rappresentazioni, la realizzazione dell’opera diventa un “evento”, in quanto viene utilizzato un mezzo inusuale in un tipo di lavorazione del legno così particolare! Questo porta molta gente a voler assistere alle nostre esibizioni, incuriosita dal vedere me e mio padre realizzare delle sculture con delle motoseghe!

Ogni lavoro prevede l’uso di vari tipi di motoseghe; si va da quelle più grandi per abbozzare la forma fino a quelle più piccole per lavorazioni più di dettaglio. Potremmo dire che la motosega è lo strumento principale per la realizzazione delle nostre sculture.

Avete opere esposte in qualche luogo?

Certamente, una si trova nella chiesa principale di Martone, in provincia di Reggio Calabria: rappresenta la figura di San Giorgio con il drago. Un’altra è situata presso l’Albergo della Posta a Villaggio Mancuso; nello stesso villaggio ne ritroviamo altre presso il bar la Rotonda , lungo il viale dei negozi e in un’abitazione privata.

Che voi sappiate, vi sono altri che svolgono la vostra stessa attività?

Non sappiamo se ci siano altri a realizzare le nostre stesse sculture con la motosega, almeno per quanto riguarda la Calabria. Di sicuro è un tipo di forma d’arte nata in  America sin dagli anni ’50.

Dove si sono svolte le vostre esibizioni? 

La prima esibizione si è svolta in Sila, presso il villaggio Mancuso; successivamente siamo stati contattati per un’esibizione a San Giovanni in Fiore, in occasione della manifestazione “Bosco Vivo”. Successivamente abbiamo portato i nostri attrezzi presso il Parco della Biodiversità di Catanzaro durante una manifestazione sulle tradizioni folcloristiche e artigianali della Calabria. Ci siamo esibiti anche presso la Facoltà di Agraria di Reggio Calabria durante la giornata sulle “Risorse forestali in ambiente mediterraneo”. Le ultime esibizioni ci hanno visto presso la cittadina di Martone, in occasione della festa di San Giorgio e presso il villaggio Mancuso, per una dimostrazione sulla realizzazione di sculture con motosega.

Qual è l’opera più bella che avete realizzato?

Non c’è una scultura più o meno bella, questo lo lasciamo dire a gli altri, è l’osservatore che determina in base ai suoi gusti quale sia la scultura che più gli piace.

Qual è la realizzazione che ha impiegato più tempo?

L’opera più impegnativa è stata la realizzazione di un falchetto, esposto presso l’Albergo della Posta; ci sono voluti più di 10 giorni per completarlo!

Obbiettivi futuri?

Noi cercheremo di proseguire su questa linea, cercando di creare e ricercare nuove forme e nuovi temi da poter proporre ad una possibile committenza. Speriamo inoltre che questa nostra attività, insieme a tutte le altre presenti a Taverna, possa ridare luce all’artigianato locale tavernese e arricchire il patrimonio artistico-culturale della nostra città, già esaltato dalla magnificenza delle opere di Mattia Preti. Inoltre si spera che il nostro operato possa fungere anche da stimolo verso altri ragazzi che vogliano  avvicinarsi a quei mestieri che, con il tempo, stanno via via perdendosi.

Un’ultima domanda è d’obbligo, perchè il nome “Cagno”?

Il cagno è il termine utilizzato per indicare il nodo del legno nel dialetto tavernese!

Per evere maggiori info sulle opere e sulle esibizioni:

http://cagno.jimdo.com

https://www.facebook.com/Il-Cagno-1026985440718627/photos/

Slideshot con alcune foto delle realizzazione de “Il Cagno”:


Mattia Preti

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