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Ierofanìe a Taverna per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale


Ierofanie:foto della mostra

Ierofanie:foto della mostra

Ierofanìe a Taverna per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale

Riportiamo, con grande piacere, la riflessione del curatore della mostra “Ierofanìe. La fantasia del Sacro. Tessuti e argenti di S. Maria Maggiore”, l’architetto Oreste Sergi Pirrò, il quale concentra il suo pensiero sulle problematiche di valorizzazione dei beni culturali ed ambientali dei piccoli centri calabresi e su come la mostra possa servire ad acquisire consapevolezza sull’importanza del patrimonio storico-artistico presente a Taverna, così da creare una identità culturale locale che possa servire da strumento di sviluppo del territorio.

A fondo pagina è possibile inoltre visualizzare delle bellissime foto realizzate dallo stesso curatore della mostra. 

Buona lettura e buona visione!

La riflessione

Da domenica 28 Agosto è possibile visitare la mostra: “Ierofanìe. La fantasia del Sacro. Tessuti e argenti di S. Maria Maggiore” nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Taverna.

L’evento espositivo intende offrire una visione globale, tra Cinquecento e Ottocento, di manufatti tessili e di argenti appartenenti al patrimonio artistico della parrocchia di S. Maria Maggiore e della Confraternita della Beata Vergine del Monte Carmelo di Taverna.

Un patrimonio sconosciuto, espressione straordinaria di quel senso del sacro che, da una parte, ha portato nei secoli a codificare e a definire le scelte dei materiali e delle forme, dall’altra ha condotto alla creazione di oggetti liturgici e tessuti in una dimensione che, di volta in volta, differisce per la realtà culturale, cultuale, devozionale e teologica.

Le problematiche di valorizzazione dei beni culturali ed ambientali ruotano, ancora oggi, sul grande ostacolo della mancata conoscenza, da parte delle comunità locali, del proprio patrimonio storico e artistico.

Da una parte vi è quel senso d’inconsapevolezza dei danni a volte irreversibili ed irreparabili, che l’incuria ed il degrado apportano ai beni stessi; dall’altra vi è la scarsa cognizione di quei valori storici, artistici, architettonici, urbanistici, che il territorio, in cui si vive, possiede.

Coscienza e conoscenza. Un binomio che in questi ultimi anni ha portato, tuttavia, ad una esigenza: quella, cioè, di lavorare per giungere a quegli obiettivi che possano contribuire a formare, nel seno della società ma anche degli enti pubblici e privati, comportamenti nuovi capaci di gestire e sfruttare al meglio le risorse e le peculiarità del territorio, nel rispetto della storia, delle tradizioni e delle numerose interazioni esistenti fra tutte le componenti culturali.

Questa mostra, pertanto, si prefigge lo scopo non solo di creare e stimolare la capacità di percepire, conoscere, studiare e valutare i beni storico-artistici del luogo, ma anche di formare e sviluppare attraverso essi, una identità culturale locale, cercando di produrre, documentare e trasmettere cultura.

La città di Taverna, infatti, conserva testimonianze significative per la comprensione della genesi e delle vicende storiche e artistiche della diocesi, della città stessa ed in particolare della Chiesa di S. Maria Maggiore e del suo Oratorio confraternale il cui patrimonio culturale è , allo stesso tempo, memoria visiva e narrativa.

Il percorso di ricerca, esaminato e creato per analizzare i numerosi paramenti sacri e la suppellettile liturgica in argento nelle diverse declinazioni di tipologie di tessuti e di moduli decorativi, punta l’obiettivo su un’analisi di studio inerente ad interventi che da qualche decennio, anche in Calabria, hanno promosso attività culturali connesse alle cosiddette “arti minori”.

Antichi tessuti (paramenti sacri) e argenti che rappresentano quel “lato nascosto” di una concreta attività artigianale e artistica che, oggi, si fa memoria e identità di una comunità la quale, attraverso diverse committenze avvenute nei secoli, è riuscita a dare splendore e bellezza ai luoghi di culto e alla liturgia. I paramenti sacri e gli argenti individuati esplicano, infatti, al meglio quel significato di cultura concentrato, non solo sull’insieme dei valori artistici, ma anche su quei principi sociali e cultuali attraverso i quali ogni comunità cristiana, storicamente, ha operato e continua ad operare.

La mostra in oggetto scaturisce, quindi, da tutto questo e si pone, all’interno delle attività culturali della Parrocchia di S. Maria Maggiore e della Confraternita della Beata Vergine del Monte Carmelo di Taverna, come idea fondata, fortemente, sulla consapevolezza, fruibilità, valorizzazione e rilancio del patrimonio storico-artistico di una delle maggiori chiese della città pre silana.

Il curatore della mostra Arch. Oreste Sergi Pirrò

Le foto

Qui di seguito alcune foto realizzate dal curatore all’interno della sala mostra nella Chiesa di Santa Maria Maggiore:


Mattia Preti

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