Mattia Preti: Belisario riceve l’elemosina


Belisario riceve l'elemosina

Belisario riceve l’elemosina

Opere di Mattia Preti: Belisario riceve l’elemosina

Continua la rassegna sulle opere di Mattia Preti sparse per il mondo; si parla del “Belisario riceve l’elemosina”, custodito a Rotterdam, Museo Boymans.

La storia

Solo la presenza di un cartiglio sulla colonna a destra consente di identificare l’infrequente soggetto della bella tela conservata al Museo Boymans di Rotterdam: Belisario riceve l’elemosina, infatti, è un’iconografia piuttosto rara che descrive l’infelice conclusione della vita del grande generale bizantino.
Belisario, famoso generale romano sotto Giustiniano, nacque tra Illiria e Tracia intorno al 505; a soli venticinque anni otteneva la prima grande vittoria contro i persiani, e qualche anno dopo domava a Costantinopoli la temibile rivolta di Nika.
La sua gloria venne soprattutto dalle campagne militari contro i vandali in Africa (533 a.C.) e contro i goti in Italia (540 a.C.), dove riconquistò Ravenna garantendole quel periodo di grande splendore testimoniato dai grandi cicli musivi della città.
Negli anni successivi, però, fu privato di rango e proprietà: a Costantinopoli le trame di corte gli procurarono l’ostilità dell’imperatore, tanto da essere, ormai anziano e tradito dai suoi sostenitori, costretto a mendicare nelle vie della capitale dell’Impero d’Oriente.

Il Dipinto

Mattia Preti lo rappresenta nel momento in cui il condottiero riceve una moneta da un giovane soldato: sfinito, si abbandona contro la base di una colonna, ancora con l’armatura di maglia e il manto di porpora, segni dell’antica grandezza. Per la vergogna, tiene gli occhi semichiusi e non guarda chi, stupito, gli offre la moneta.

Questo Belisario è uno dei più importanti dipinti con argomento di storia classica del Cavalier Calabrese; il tema scelto è quello che condanna la vanità dei successi terreni esaltando la stoica accettazione delle tribolazioni di questa vita.
Il pittore non si sottrae quindi al significato simbolico del soggetto storico: spesso, infatti, l’episodio dell’obolo di Belisario è inteso contro i rivolgimenti della fortuna. Così, il vecchio generale bizantino riceve l’elemosina proprio dal soldato più giovane e prestante, come per contrappasso Spike ha voluto aggiungere che «trattandosi di una tela dei tardi anni sessanta, dopo che Preti aveva dipinto la volta di S. Giovanni per un compenso che reputava inadeguato, il Belisario potrebbe anche celare una rimostranza personale per l’ingratitudine dei suoi committenti» (Spike 1999).
Il dipinto è pittura storica su scala più grande del normale, e non sorprende il fatto che Jacques-Louis David abbia adottato un chiaroscuro pretiano nel proprio dipinto su Belisario.
La datazione al 1665-1669 è proposta (Utili, in Milano 2005) per affinità con le opere degli stessi anni nel soggiorno maltese del pittore.
Fonti:
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013
John T. Spike – Mattia Preti: catalogo ragionato dei dipinti, 1999

Info:

Tecnica: olio su tela

Misure: 152.5 x 198.5 cm

Ambito geografico: Rotterdam (Olanda)

Anno: 1665-69


Mattia Preti
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