Mattia Preti: Cristo e l’adultera


Opere di Mattia Preti: Cristo e l’adultera

Continua la rassegna sulle opere di Mattia Preti sparse per il mondo; si parla del “Cristo e l’adultera”, custodito nel Palazzo Abatellis a Palermo. Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra!

Mattia Preti: Cristo e la Cananea

Il dipinto è conservato presso la Galleria Regionale del Palazzo Abatellis di Palermo. Proviene dalla certosa di San Martino di Napoli come dono del re Francesco I delle Due Sicilie.

La coppia di dipinti (questo e Cristo e la Cananea) illustra due episodi evangelici incentrati entrambi sul tema dell’incontro di Cristo con una donna; nel primo caso si tratta della storia di una greca di origine siro-fenicia che chiede al Signore di guarire la figlia indemoniata con tale insistenza e fede da vincere la iniziale titubanza di Cristo ad intervenire (Matteo 15, 21-28; Marco 7, 24-30); nel secondo una donna accusata di adulterio e in procinto di essere lapidata viene condotta al cospetto di Cristo, con lo scopo di metterlo in difficoltà per il giudizio che avrebbe espresso; il Signore pronuncia allora la celebre frase: «Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra» (Giovanni 8, 1-11).
In entrambi i casi, Preti evidenzia il momento culminante degli episodi in cui Cristo, lodando la Cananea per la sua fede o esortando la peccatrice a redimersi, mostra la sua misericordia e la forza della sua predicazione.
Rispetto ad altre versioni conosciute di questi soggetti con molte più figure – si veda, nel primo caso, la tela oggi a Stoccarda; nel secondo quella già in collezione Shapiro, oggi alla Kunsthaus di Zurigo, della metà degli anni Quaranta – Preti attua in queste opere il procedimento suo tipico di messa a fuoco ravvicinata dei protagonisti, limitando le aggiunte a pochi altri particolari iconografici (il cane cui Cristo si riferisce nell’incontro con la mamma dell’indemoniata, per esempio, o il vecchio fariseo che tenta di metterlo in difficoltà), per rendere più incisiva la raffigurazione dell’episodio. Si risentono ancora echi guercineschi, soprattutto nell’Adultera; la pennellata fluida, il modo di delinearsi dei veli e delle stoffe, oppure particolari come il viso del bambino con i grandi occhi scuri, delineato tra ombra e luce, ricordano opere quali l’Agar e lsmaele di collezione privata, cui l’apparenta anche il taglio compositivo, e collocano le opere nel corso del settimo decennio. Entrambe le tele erano state oggetto di pesanti interventi di restauro di cui ancora oggi, pur dopo un ulteriore ed accorto intervento conservativo, risentono, soprattutto l’Adultera, dove resta evidente la spatinatura sul manto di Cristo.
 

Fonti 

Mariella Utili – Mattia Preti, tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

Info:

Autore Mattia Preti
Data metà del XVII secolo
Tecnica olio su tela
Dimensioni 85×117 cm
Ubicazione Palazzo Abatellis, Palermo

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