Taverna città d'arte

Taverna: La patria di Mattia Preti


Taverna: La patria di Mattia Preti, il grande pittore del ‘600

Prima di dare i natali all’illustre pittore, Taverna non era conosciuta come Taverna e…non era situata ai piedi della Sila!

Prima un po di storia

La torre del Baiolardo ("Il Torrazzo")

La torre del Baiolardo (“Il Torrazzo”)

Detta anticamente Trischene, la leggenda narra che furono tre sorelle di Priamo: Astiochema, Medicastena ed Attila, sopravvissute alla distruzione di Troia, ad arrivare nei pressi di Uria (Attualmente frazione del comune di Sellia Marina) e ad edificare la città. Trischene etimologicamente vuol dire tre luoghi o tre tabernacoli (Treis Schenè), ma altre interpretazioni la indicano anche come tre generazioni di uomini.

Dopo un periodo sotto le dipendenze della città di Crotone, nel corso dell’espansione romana, la città si pose sotto il protettorato di Roma, fino a divenirne una colonia.

Con la caduta dell’Impero Romano, la città subì lutti e rovine ad opera dei Saraceni di Sicilia e degli Arabi; ciò accadde anche a causa della debolezza e dei dissidi interni provocati da due fazioni civili opposte: quella latina e quella greca. Dopo un ulteriore attacco da parte dei Saraceni, il ramo greco della città decise di rifugiarsi sul monte Panormite (L’attuale Taverna Vecchia) mentre quello latino scelse il monte Sellion (Sellia Superiore).

Dopo varie vicissitudini Roberto il Guiscardo, giunto in Calabria, conquistò la città e la diede al nipote Baiolardo il quale provvide alla ricostruzione di un efficiente sistema difensivo e molto probabilmente, nel 1064, fece costruire il “Torrazzo”, torre di guardia posta sulle pendici silane situata tra gli alvei dei fiumi Alli e Litrello.

Dopo la rivolta feudale dei nobili catanzaresi e il successivo tradimento di Matteo Bonello al re Guglielmo I il Malo, Taberna (questo era il nome dell’epoca) ospitò nella sua fortezza la contessa Clemenza di Catanzaro e sua madre Segelgarda. Guglielmo I, quindi, nel 1162, pose sotto assedio la città, la quale inizialmente resse l’attacco, tanto da spingere il re a spostare la sua attenzione alla rivolta pugliese. Sedati i focolai di guerra nella Puglia, le armate che rientrarono sottoposero ad un secondo assedio Taberna che, avendo sopravvalutato le sue capacità difensive, fu espugnata e rasa completamente al suolo. La contessa Clemenza fu arrestata e la rivolta fu spenta nel sangue.

Da Trischene a Taverna

Percorso che dall’antica Trischene (l’attuale Uria) ha portato alla formazione dell’attuale cittadina di Taverna (clicca per ingrandire)

Dopo la sua distruzione, la popolazione sopravvissuta e ridotta in miseria, si stabilì nei pressi dei casali di Bompignano (l’odierno quartiere di Santa Maria),  e fondò la città di Taverna, posta tra i torrenti Alli e Litrello, ai piedi dei monti della Sila.

Nel febbraio del 1443, Alfonso d’Aragona concesse alla cittadina la demanialità, che restò in vigore fino al 1630, fino a quando Filippo IV decise di vendere Taverna al Principe Ettore Raveschieri, il quale la rese libera, subito dopo aver ricevuto il pagamento del riscatto.

Per tutto il XVI secolo Taverna fu un fiorente centro di cultura, culla e sede di nobili e letterati; molto intensa fu anche l’attività religiosa.

Il XVII secolo fu invece l’inizio di un periodo di decadimento per la cittadina presilana,  al quale contribuì soprattutto la persistente litigiosità tra la nobiltà, il clero e le congreghe.

Oggi invece….

Taverna città d'arte

Taverna città d’arte ricoperta dalla dama bianca – foto di Marco Puleo

Oggi Taverna rappresenta un piccolo centro abitato della Presila Catanzarese, situato tra gli alvei dei fiumi Alli e Litrello, conosciuto (ma non abbastanza!) sia per le sue bellezze artistiche sia per quelle paesaggistiche che caratterizzano il territorio silano; non è raro infatti incontrare persone che, venute a visitare il centro abitato e la Sila, esprimono il loro entusiasmo davanti alla bellezza di un quadro di Mattia Preti o di un paesaggio silano, caratterizzato dai maestosi alberi di pino laricio e faggio. A tanto entusiasmo però molto spesso vi si accompagna il rammarico dovuto al fatto di non riuscire a trarre miglior beneficio da tali bellezze.    

Un pò di dati

L’attuale territorio della città di Taverna confina a Nord con i comuni di S. Giovanni in Fiore, Cotronei, Parenti e Aprigliano; ad est con i comuni di Albi, Mesoraca, Petilia Policastro e Zagarise; ad ovest con i comuni di Colosimi e Sorbo San Basile e a sud con i comuni di Albi e Fossato Serralta.

Popolazione nel corso degli anni

Popolazione nel corso degli anni (clicca per ingrandire)

Il territorio comunale risulta essere uno dei più estesi della Calabria, infatti ha una superficie di 132.46 Km2 (11° posto) con una densità media di circa 20 abitanti/Km2 per circa 2705 abitanti totali (censimento ISTAT 2011).

Dal punto di vista altimetrico il comune si estende da una quota minima di circa 371 m s.l.m. fino a 1778 m s.l.m.; l’escursione altimetrica è di circa 1400 m; ciò rende il paesaggio molto vario e caratterizzato da diverse fasce fitoclimatiche.

Per ciò che riguarda l’andamento demografico si registra, come in moltissimi piccoli centri calabresi, una diminuzione della popolazione a partire dagli anni ’60 dovuta soprattutto all’emigrazione di giovani verso le grandi città del Nord Italia (Vedi grafico a lato).

Gran parte del territorio comunale ricade all’interno del Parco Nazionale della Sila (zona 1 e zona 2), di Siti d’interesse comunitario (SIC) e Zone a Protezione Speciale (ZPS), caratterizzati da un elevatissimo valore naturalistico e paesaggistico.

Da dove iniziare? 

Ok, Taverna città d’arte, patria di Mattia Preti etc etc, ma quali sono le principali attrattive che vi si possono trovare? 

La cittadina oggigiorno offre numerosi luoghi da visitare.

Immaginando di iniziare il nostro giro partendo dal centro abitato, immancabile sarà la visita presso le chiese di San Domenico, Santa Barbara e Santa Maria (le prime due ospitano numerosi quadri del Cavalier Calabrese Mattia Preti e di suo fratello Gregorio). Proseguendo il nostro tour, dopo un giro per le piazze di San Sebastiano, San Domenico e Piazza del Popolo, si arriva al Museo Civico, ospitato nel complesso monumentale di San Domenico dal 1989, il quale, oltre ad ospitare opere di artisti del passato, presenta un pregevole settore di arte contemporanea (con artisti del calibro di Ercole e Lia Drei, Francesco Guerrieri e Carmelo Savelli), una sala intitolata allo studioso Alfonso Frangipane, con stampe e libri dell’artista; vi si trova anche un percorso dedicato agli artisti nati fra il 1900 e il 1960, tra i quali, le opere di: Mimmo Rotella, Angelo Savelli, Mirella Bentivoglio, Vasco Bendini, Achille Pace, Giovanni Marziano, Antonio Violetta, Giuseppe Gallo, Francesco Correggia, Mario Parentela e Antonio Saladino.

Inquadramento territoriale Taverna

Inquadramento territoriale (clicca per ingrandire)

Passeggiando per il centro cittadino sarà inoltre possibile ammirare le opere costituenti il Museo all’aperto (M.A.C.A.T.) e le vie della poesia, lungo le vie principali del paese.

Lasciando il centro abitato e percorrendo la strada che porta nella parte montana del paese, ci si imbatte nella torre del Baiolardo (1064 d.c.); proseguendo verso nord si arriva nei caratteristici villaggi di Racise e Mancuso, in passato veri e propri centri turistici estivi e invernali, fiori all’occhiello del sistema turistico di tutto il territorio silano.

Immancabile sarà inoltre il passaggio al centro visite “Antonio Garcea” del Parco Nazionale della Sila, situato in località Monaco

Ma che cosa c’è d’interessante nel centro visite?

Il “Centro Natura” con sala convegni, il museo tematico e la sala esposizione; due musei tematici “Le Foreste della Sila” e “Le Foreste e l’Uomo”; un “Centro Studi-Educazione Naturalistica, Ambientale e Forestale”, con sala didattica, biblioteca, laboratorio didattico e “aula verde” all’aperto; il “Teatro Verde” e la “piazzetta Unicef” invece ospitano manifestazioni di carattere culturale oltre che didattiche di educazione ambientale.

Sono inoltre presenti aree destinate a centri di ambientamento e diffusione per alcune specie come: Caprioli, Cervi, Daini e il Gufo Reale.
Inoltre il centro visita consente l’accessibilità alle persone non vedenti lungo i sentieri del Parco, per mezzo di espositori con la traduzione Braille

Fonti:

Amministrazione Comunale di Taverna – Tavernarte – Stampa F.lli Gaetano

Museo Civico di Taverna, National Museum of Fine Arts Heritage Malta – Mattia Preti, 1613-2013 Della fede e Umanità – ABRAMO, 2013

prolocotaverna.it

 


Mattia Preti

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